Perché dovremmo voler più bene agli uomini e quindi farcene volere di più

Ho sempre avuto un ottimo rapporto con gli uomini, c’è stato un momento nella mia vita in cui avevo addirittura molte più amicizie maschili che femminili. Li ammiro, li trovo simpaticissimi. Qualcuno potrebbe pensare che questo dipenda dal rapporto che ho con mio padre, il cui modello mi ha permesso di avere una visione positiva del genere maschile, ma a quanto risulta dai miei ultimi colloqui con la mia consulente di fiducia, questo non sembra essere più molto vero.
(Eh sì, anche le consulenti vanno dai consulenti, come gli psicologi dagli psicologi, se no come faremmo a essere puliti e aperti nei confronti delle vostre richieste? Siamo esseri umani.)

Un dettaglio che mi ha sempre distinta da moltissime altre donne che conosco, donne di tutti i tipi: colte, operose, selvagge, libere, timide; donne non migliori o peggiori di me; è il lieve senso di fastidio e di dispiacere nel sentire battute o lamentele sull’ “inferiorità” maschile.

Diciamocelo, non li trattiamo proprio benissimo. Quando sono troppo freddi e distaccati ci lamentiamo perché vorremmo più attenzioni e rassicurazioni, quando invece si interessano avvertiamo un senso di oppressione insopportabile.
Non che a volte non abbiamo le nostre ragioni, però forse sarebbe il caso di fermarsi a fare una piccola riflessione in proposito.

Partiamo dal punto che noi donne siamo un enigma. Lì risiede la nostra spettacolarità e meraviglia, ma certamente non è un aspetto che avvantaggia i nostri coraggiosi protagonisti di oggi.
Pensiamo all’uomo e pensiamo a tutti i ruoli che noi donne e la società gli abbiamo affidato nella storia.  Analizziamone due, buttandoci apparentemente a pesce sul banale.

Innanzitutto l’uomo doveva essere un vero soldato, sii uomo si dice, ma un uomo che “sente” non è un buon soldato, come farebbe altrimenti ad uccidere un altro uomo?  Distruggere una città?
Per farlo deve necessariamente essere disconnesso dal proprio corpo e dalle proprie emozioni.
Questo ruolo di eroe però non è in grado di modellarsi sul desiderio di accoglienza e dolcezza richiesti dalla delicatezza femminile.
Per risolvere questo problema allora gli uomini cosa hanno fatto? Ciò che potevano vista la confusione nella richiesta.
Non si sono riconnessi al proprio io, ma hanno scelto di non assomigliare a quello stereotipo di uomo, lanciandosi come un elastico dalla parte opposta; nella categoria, perdonatemi il termine, di uomo che ho scelto di definire Ambrogio (ricordate la pubblicità dei Ferrero Rocher? No? Andatela a vedere, un vero brivido vintage).
Ambrogio enuncia frasi come “Voglio essere sicuro che lei stia bene”, “Voglio che lei si senta a suo agio”, “Dico solo quello che penso desideri sentirsi dire” e simili, senza preoccuparsi di ciò che lui desidera veramente, senza preoccuparsi di cosa gli dice il suo cuore, senza provare ad ascoltarlo, spesso per incapacità, inconscio di quale sia la propria verità.

C’è un posto meraviglioso tra questi due tipi di uomini. Un regno dove l’uomo è uomo, con le sue infinite sfaccettature proprio come una donna, e contemporaneamente proprio come una donna non sarà mai.

Intanto che questi intrepidi esseri umani fanno i propri tentativi per raggiungere loro stessi, c’è una corposa lista di fatti che mi porta ad adorarli completamente, qua alcuni dei punti che mi sono più cari:

  1. Fanno le cose una alla volta, un po’inconsapevolmente magari, ma si godono quello che stanno facendo esattamente mentre lo stanno facendo.
  2. Sono follemente eccitati da ciò che ci eccita.
    Noi donne non possiamo dire lo stesso, siamo molto più difese nel sesso e diffidenti nei confronti delle loro fantasie, ma gli uomini no, quasi mai. Adorano vederci trasformate, perse nel piacere, e questo rappresenta un passe-partout per la realizzazione dei nostri desideri e la liberazione delle energie sessuali.
  3. Quando amano, amano davvero.
    È innegabile. Noi donne siamo mille e mille volte più volubili. Noi amiamo, ma con riserve, anche se non ce ne accorgiamo, e se amiamo chi ci fa male è spesso perché c’è qualcosa che dobbiamo ancora risolvere con noi stesse.
    In genere se un uomo arriva alla fase dell’amore vero, allora è il più puro di tutti.
  4. Sono amici, compagni, amanti, padri, rocce, tuttofare, ci ascoltano quando siamo abbastanza umili da chiederglielo e lo fanno con interesse, ci montano i mobili dell’ikea anche se noi rompiamo le scatole su come lo stanno facendo, ci portano il gelato se siamo in fase premestruale e se si inc***ano (scusate per questo non posso proprio trovare un sinonimo) quando diventiamo isteriche e incomprensibili, poi si pentono.
  5. Sono profondamente diversi da noi.
    Alcuni dei limiti più grandi di me stessa me li hanno messi sotto il naso gli uomini. Non c’è miglior confronto che nella diversità; non c’è miglior modo per mettersi in discussione e, finalmente, crescere.
  6. Sono infinitamente semplici, ed è un vero pregio.
    Sono in grado di ridere e giocare come bambini regalandoci ogni giorno attimi di spensieratezza. Perdono tutto e non riescono a trovare lo yogurt nel frigo che è esattamente davanti a loro? Ma come fai ad arrabbiarti? Due secondi dopo si staranno mangiando il contenuto direttamente dal vasetto, rigorosamente col dito, e verranno a disegnarti sulla faccia un bel paio di baffoni al gusto di pesca e maracuja.

 

 

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