Il tuo percorso sessuologico

Da vera cinefila, quando arriva per la prima volta in studio una nuova consulenza sessuale finisco sempre per sentirmi parte del cast di un cortometraggio.  Il paragone funziona: conoscenza, preamboli, confidenze ed emotività si sviluppano tutti nel giro di soli 50 minuti. Quello che in una vita non eri riuscito a fare con il tuo migliore amico.

Il primo momento critico è l’imbarazzo dell’attore/consultante nel non trovarsi di fronte a un vecchio professorone serioso con la barba, o a una matura signora con gli occhiali e il cardigan chiuso al primo bottone.
Il secondo momento  di sorpresa, ma in genere anche di gioia, è vedere che io, giovane donna ho come primo intento accogliere, mettere a proprio agio chi ha scelto di prendere appuntamento con me.

Ogni nuovo percorso che inizia, se venisse osservato da fuori da qualche ricercatore, verrebbe descritto come una danza, una sorta di rappresentazione in cui i due interpreti si osservano e si misurano muovendosi in cerchio, chinandosi e alzandosi, avanzando e arretrando.
Come ogni danza anche questa è arte e spesso dà vita a mutamenti incredibili, percepiti non solo in chi osserva (moglie, marito, famigliari, amici…), ma soprattutto in chi si mette alla prova nella più importante coreografia della sua vita.
Quando un nuovo percorso inizia si parte dal sesso, ma non sempre è lì che si finisce, perché la sessualità è troppo intimamente connessa con il mondo delle relazioni.

Quando mi chiedono che cosa accade in un percorso sessuologico l’unica cosa che posso dire è che si parla, tra professionista e consultante, ma soprattutto con sé stessi, e che si impara a conoscersi forse per la prima volta.
Fermandomi a ragionare su cosa fosse davvero il percorso sessuologico sono emerse esperienze e parole, questo è quello che uscito, dal cuore di una professionista eterna allieva di sé stessa.
Ve lo regalo.

Il percorso sessuologico è sentirsi piccoli-piccoli dentro una stanza di cui non riconosci gli appoggi.

È stare distesi e aperti al centro di una prato vastissimo.

È il risveglio da un lungo torpore.

È l’ultima spiaggia.

È la prima scelta.

Il percorso sessuologico è un uomo, che chiede con gli occhi pieni di amore una strategia per capire sua moglie.

È una donna con le spalle larghe, che tra uno skype di lavoro, la partita del figlio piccolo, la scuola del grande, i genitori disabili e il marito in un’altra città, non si ricorda più come accedere al piacere.

È una ragazza che, sudata e contorta, piange di gioia dopo il suo primo orgasmo.

Il percorso sessuologico è una mamma che si sente invisibile perché non si riconosce più dopo il parto, e accusa per questo il marito.

È una signora anziana che si innamora dopo 20 anni di solitudine e sbalordisce il mondo ammettendo fiera il suo desiderio.

Il percorso sessuologico può essere lungo, breve, infinito o 2 secondi appena, il tempo per la domanda giusta.

Non puoi classificarti nel percorso sessuologico. Puoi diventare tutto e niente.
Puoi riscoprirti circense, suora, magnaccia, studente, cameriera, galeotto, pirata senza dover per forza cambiare i vestiti.

Il percorso sessuologico è tuo e tuo solamente.

È ammettersi fragili, intimamente, bisognosi di uno strumento che non si riesce a trovare da soli.

È accogliere e amare le proprie imperfezioni come essere umano.

È cambiare il punto di vista su un problema.

È scoprire la bellezza di stare sopra, quando hai sempre preferito stare sotto.

Il percorso sessuologico è bisogno di rispondere a quella domanda che urla nel petto da mesi, anni, in alcuni casi da sempre.

È scoprire che il petto ti stava urlando una domanda.

È una donna che non riesce a venire perché lui non la aspetta.

È un uomo che non riesce ad avere un’erezione perché lei non lo desidera.

È una coppia che comprende di non doversi fare la guerra, ma di fare parte della stessa squadra, e costruisce un amore più complice.

È prendersi giornate di fuga, mani intrecciate, fiato caldo, fianchi sudati, risate di pancia.

È superare i tuoi limiti perché ci sono Amore e Fiducia a farti sentire al sicuro.

È una donna di 58 anni che si masturba perché le piace e la fa stare bene.

È un ragazzo di 18 che ha scoperto troppo presto la pornografia del consumo e prova a scindere il vero dal falso.

Sono le ferie prese in accordo non con il capo, ma con tua moglie.

È esplorare il corpo.

È riscoprirsi bambini e tornare a giocare.

 

 

Se questa è la strada che hai scelto di affrontare, tra le domande velate, quelle a brucia pelo e i silenzi, scoprirai l’essere umano che abita la tua pelle, se questo è il tuo percorso hai scelto di coltivare il tuo giardino segreto e di riempirlo di rose…

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