Non tutti gli orgasmi riescono col buco, a volte neanche riescono.

Eh lo so, lo so. Titolo forte.
Proprio io che impallidisco nel sentir chiamare buco la vagina.
Perché c’è un gioco di parole, si capisce sì? Eh sì.

Ma che si può fare, credere che l’orgasmo vaginale sia diventato un mito? Suvvia… O che tutte le donne e gli uomini siano liberi di orgasmare in pace come, dove e quando vogliono? Che burloni!

No gente. Non è ancora così. Abbiamo un sacco di lavoro da fare e ci stiamo impegnando tanto per farlo.
Credetemi che, indipendentemente dal genere, su questo tema dell’orgasmo persistono ancora molti, moltissimi tabù da sdoganare.

Qua nel mondo digitale si leggono una marea di benemerite minch- ehm – stupidate su cosa sia questo apice del piacere. Io stessa non pretendo di saper fare di meglio, però alcune robe proprio mi fanno imbufalire.
Esempio, siti che affermano di parlare di medicina scrivono: l’orgasmo vaginale è prodotto dalla stimolazione delle pareti vaginali e produce una sensazione di piacere più intensa di quello clitorideo.

– Ma più intensa cosa? Per chi? Hai preso un orgasmometro e lo hai collegato a tutti gli umidi pertugi mondiali?

Altri addirittura neanche lo sanno o lo spiegano come è realmente fatta una clitoride, perciò di che stupirsi. Per fortuna almeno è arrivata la serie TV “Sex Education” a mostrare la fetta di popolazione maschile che fatica o non riesce ad arrivare all’orgasmo.

Il 31 luglio è la giornata mondiale dell’orgasmo e io in queste righe vado controcorrente, provando a dar voce a chi questa celebrazione la soffre, chi la vede come uno sbandieramento dei propri problemi più intimi. A chi vorrebbe mandarci a cagare tutti, noi che ripetiamo quanto sia bello e fondamentale avere un orgasmo.

Diciamola allora questa verità scomoda.

Qualche dubbio o problema con il sesso ce lo abbiamo tutti e problemi con l’orgasmo ne abbiamo, o ne abbiamo avuti, in molti!

Quindi tu che leggi e che ti senti anormale prendi fiato e pensa che la tua amica che faceva la gradassa alle superiori probabilmente dietro la facciata si sentiva proprio come te. Pensa che nella tua rosa personale di affetti c’è qualcun altro che sta vivendo una situazione di sofferenza sessuale anche se non lo dice ai quattro venti. Queste cose accadono perché è comune avere difficoltà sessuali!

Io non posso fornire la guida all’orgasmo assicurato (diffidate di chi ve la propina, perchè nessuno potrà mai insegnarvi sul vostro piacere più di quanto non possiate scoprire voi stess*), però posso fare una lista di pensieri luminosi, alleggerenti, da tirare fuori durante il viaggio di ricerca del massimo piacere, quando qualcosa va storto.

1. Smetto di ESSERE (adeguat*, bell*, interessante, sexy, prestante…) e inizio ad ESSERCI

Senza il corpo non esisterebbero le sensazioni, quindi mi riconnetto con il mio piacere, con quello che il mio corpo prova, a prescindere da dove questo mi porterà o dall’idea che avrà di me il/la mi* partner.

2. Mi permetto di sperimentare da sol*

Il corpo non è uno schiavo al nostro servizio. Se gli intimiamo di venire, non verremo. Se lo trattiamo con amore e lo assecondiamo ci farà sentire bene.
Scelgo prima di tutto di amarmi quindi, non cerco disperatamente il culmine, ma mi tocco come se fossi la cosa più potente e bella che abbia tra le mani. Mi regalo piacere perché me lo merito e perché il corpo è stato fatto per star bene.
La masturbazione è intima, non sporca e se mi serve qualche suggerimento vado a leggere qui

3. Mi ricordo di divertirmi

Il problema della difficoltà o impossibilità di raggiungere l’orgasmo è l’insoddisfazione sessuale che crea (o da cui è creata). Cerco di ricordare a me stess* che la sessualità è un’esperienza non una performance e che posso provare a divertirmi!
Come? Tornando un po’ bambini.
La curiosità è un istinto che nasce dal desiderio di sapere qualcosa, meglio ancora quando scopro e imparo giocando!
Mi scrollo di dosso la paura e la tristezza e mi risintonizzo sui canali dell’onnipotente immaginazione dell’infanzia, dove tutto è possibile, privo di giudizi ed estremamente divertente!

4. Amo il mio orgasmo qualunque esso sia

Se vengo, però non provo “proprio quell’orgasmo là” (vaginale/anale/del punto G/capezzolare/etc), non significa che io non provi l’orgasmo!
Godere di un’unica parte del corpo, o provare piacere per merito di una specifica stimolazione non mi rende una persona peggiore o manchevole.

La mia amica orgasma anche mentre si depila l’ascella e io solo dopo 50 minuti di titillamenti della clitoride, rigorosamente con l’indice della mano destra? Pace. Me la godo. L’orgasmo è mio e merita tutto il mio coinvolgimento.

5. Non cerco di aggiustarmi, cerco di conoscermi

Non sono difettos*, rott*, sbagliat*. Sono ancora alla ricerca.
Forse sto ancora capendo come si lascia andare il controllo, sto imparando la differenza tra voglia ed eccitazione, prendendo confidenza coi tempi, forse ho dei pensieri che alimentano ansie (magari ingiustificate).
Mi concedo di provare e di sbagliare. Se quello che funziona per il mio amico non funziona per me significa che mi piace altro, non che non vado bene. Non mi ostino a fare qualcosa contro voglia solo perché avevo inteso che “si facesse così”. Ogni piacere è unico, mi concedo il mio!

6. I traumi guariscono

Se ho subito delle ferite che mi impediscono di accedere al piacere, ricordo a me stess* che non sono pers* e non sono sol*.
Non c’è nulla di cui mi debba vergognare, nulla di cui mi debba incolpare. Se il mio vissuto mi fa soffrire esistono organizzazioni, strutture e/o professionisti seri a cui affidarlo.
E mentre sto cercando la soluzione più giusta per me non accetto nessuno che mi degradi.

7. Non giungo? Gioco con la mia clitoride!

Mi rivolgo alla popolazione clitorido-dotata.
Smettiamola di ossessionarci con la vagina! Se chiudo gli occhi riesco a vedere il signor Freud che se la sghignazza davanti a tutti i disastri sessuali che ci ha creato. E’ stato lui a dirci che saremmo state delle vere donne solo se avessimo goduto del movimento idraulico in vagina. Furbetto.
Ti avessi tra le mani Sigmundo…Ti legherei immobile a una sedia per fartela vedere l’estasi suprema che si può raggiungere grazie a quest’organo straordinario.
Te lo avevano detto Sigmundo che la clitoride è l’unico organo del corpo umano ad essere stato messo lì con l’esclusivo scopo di godere? Forse sì, per questo ci hai incatenato le mutande. Non te lo permettiamo più!

Insomma, che arrivi o non arrivi non confondiamo l’orgasmo col piacere.
“O tutto o niente” nel sesso non vale. Se mi libero dal pregiudizio posso vivere la mia sessualità per mille ragioni, non solo per giungere all’orgasmo, e posso sentire sul mio corpo milioni di sfumature differenti del godimento. Il sesso non è una scienza di cui divenire onniscenti a colpi di clic. Bisogna applicarsi, e quando non basta chiedere aiuto!

Vi abbraccio, grazie. ❤

L’immagine in copertina è un’illustrazione della bravissima Marion Fayolle


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