Vaginismo

Se sei arrivata su questa pagina è possibile che un problema, non solo sessuale, ti stia affliggendo, magari da tanto tempo.

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Il vaginismo viene spesso  descritto come una contrattura involontaria dei muscoli che circondano l’introito vaginale tale da impedire la penetrazione da parte del pene.

Tale descrizione è riduttiva perchè nella maggior parte dei casi non è solo la vagina ad essere coinvolta nella reazione di contrattura involontaria.  Le donne reagiscono spesso con tutto il corpo, stringendo le gambe, spostando il bacino, inarcando la schiena, allontanando con le braccia il proprio compagno…..e in tali reazioni vengono coinvolte numerose fasce muscolari.

Se queste reazioni del corpo le riconosci è quindi possibile che si stia parlando anche di te.
Te che forse ormai speri nel miracolo, te che ti sei sentita dire troppe volte “eh ma ti devi rilassare”, da un dottore o dal tuo compagno.
Non sei una malata immaginaria. Il tuo corpo è chiuso e chi lo forza ti provoca paura.

In condizioni normali i muscoli pelvici che circondano l’ingresso della vagina sono sotto il diretto controllo della volontà e la donna  può  contrarli o rilassarli a piacimento.

Quando è presente un vaginismo questo controllo non si riesce ad attuare e i fasci muscolari sviluppano, al tentativo o al solo pensiero di un rapporto sessuale, uno spasmo autonomo; la tensione che ne consegue è così intensa da far sì che la penetrazione sia impossibile.
Per fare un paragone molto chiaro della reazione involontaria che avviene nel corpo femminile di chi soffre di vaginismo si può dire che il riflesso di contrazione difensiva che avviene nella donna è simile, per rapidità ed automatismo, a quello che fa chiudere le palpebre quando un oggetto sta per entrare a sorpresa in contatto con gli occhi.

Le cause del disturbo sono sconosciute e le ipotesi finora avanzate relative ad eventi psichici del passato ( educazione rigida – traumi sessuali – condizionamenti religiosi – etc… ) non hanno avuto alcun rilievo statisticamente significativo.
E’ quindi più corretto parlare di cofattori che possono predisporre all’insorgenza del problema ma non causarlo direttamente.

Una distinzione fondamentale che mi sento di dover specificare ai fini di diagnosi è quella tra Vaginismo e Reazione Vaginismica.

Non esistono cause organiche del vaginismo; la maggior parte delle condizioni mediche che produce dolore durante la penetrazione può interferire con essa e attivare una ‘reazione vaginismica’ che però scompare con la guarigione della malattia che l’ha attivata.

Il vaginismo vero e proprio invece è una forma di fobia, che come tale scatena reazioni esasperate del tutto involontarie, ma che persistono a prescindere da condizioni mediche o personali contingenti.

La percezione che è stata più frequentemente segnalata dalle donne che si approcciato al trattamento è quella di non sentirsi normali.
Questa sensazione di ‘essere diversa’ è tra le prime a comparire in ordine cronologico. Più in là nel tempo comincia poi a farsi strada la paura di una relazione e quella di non essere accettata dal proprio partner.

Spesso inconsapevolmente infatti, i partner vengo scelti proprio in base al livello di tolleranza che mostrano nei confronti del problema. Questo crea una sorta di ‘alleanza’ silenziosa nei confronti del vaginismo grazie alla quale la coppia costruisce un equilibrio funzionale in cui gratificazione sessuale e benessere relazionale convivono con l’impossibilità di avere un rapporto sessuale penetrativo.

Si spiega in questo modo il fenomeno per cui spesso le donne o le coppie arrivano a chiedere aiuto dopo anni e non subito, magari se si desidera un figlio, o se qualcosa in questo apparente equilibrio è stato scosso.

 

Quando prendere in considerazione l’ipotesi di soffrire di vaginismo?

Puoi avere il sospetto se, per un periodo superiore ai sei mesi, ogni tentativo di avere un rapporto sessuale completo che hai desiderato avere con il tuo partner si è concluso con un fallimento

Cosa puoi fare?

Cerca innanzitutto di capire se le situazioni in cui ti sei trovata a tentare un rapporto sessuale erano favorevoli ed adeguate.
Eri in un luogo in cui poterti sentire a tuo agio?
Il tuo partner ha usato dei modi che ti piacevano? Era troppo aggressivo e determinato? Era magari troppo impacciato?
Stavi usando delle precauzioni oppure avevi paura dell’eventuale trasmissione di malattie o di una gravidanza indesiderata?
Se è presente un motivo logico per cui il rapporto penetrativo non era realizzabile cerca come prima cosa di trovarti in una condizione che ti permetta il rilassamento. Scegli un posto che ti piace, usa tutto il tempo che ti serve e parla col tuo partner di come vorresti che si comportasse.

E se continui a non riuscire?

In questo caso lo scorrere del tempo, magari degli anni, non fornirà una soluzione.
E’ importante innanzitutto affrontare la fatica di rivolgersi ad uno specialista. E’ una fatica grande e spesso incompresa da chi vive il problema dall’esterno, accompagnata da tanta paura.
Ma ogni paura, se non la si guarda negli occhi, continua a crescere a dismisura e può compromettere la realizzazione dei nostri desideri più ambiti.
Deve essere questo il motore che permette di mettersi in contatto con uno/una specialista adeguato, possibilmente che oltre all’ambito ostetrico-ginecologico abbia una specializzazione in consulenza sessuale certificata.
Questo perchè, oltre alla valutazione fisica, è certamente importante poter parlare con qualcuno che accolga queste preoccupazioni senza giudizio e con massima serietà e competenza.
Le terapie del vaginismo inoltre non sono eterne, anzi rientrano tra quelle considerate “brevi”.
Mediamente in circa 12-15 sedute il problema può e deve essere risolto.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento puoi scrivermi a: ostetricaranzani@gmail.com

Ti aspetto.

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