Vulvodinia

La vulvodinia è una sindrome ancora poco conosciuta nel mondo medico.  Le pazienti che ne soffrono vengono spesso classificate ed etichettate come malate immaginarie , quando il loro dolore è invece del tutto reale.

La Vulvodinia si caratterizza per dolori e fastidi localizzati a livello vulvare, quindi dei genitali esterni e dell’ingresso vaginale, malgrdo l’assenza di lesioni, infezioni o stati infiammatori che ne giustifichino la presenza.

Nei casi di Vulvodinia gli esami batteriologici infatti risultano negativi, alla vista non si apprezzano alterazioni, ma la donna sta male.

I SINTOMI RIPORTATI SONO:

– bruciore intimo
– sensazione di spilli
– irritazione
– prurito
– sensazione di gonfiore e arrossamento nella vulva

Nella maggior parte dei casi la vulva ha un aspetto normale e i test di routine risultano negativi. A causa di questo le donne effettuano molteplici visite, consultando diversi professionisti prima di giungere alla diagnosi.

Il dolore, in una prima fase della malattia, può essere stato provocato da rapporti sessuali, visite ginecologiche o dall’attività fisica.
In una fase più avanzata può diventare costante o intermittente, tendendo a peggiorare soprattutto nelle fasi precedenti la mestruazione.

Il dolore vulvare generato dalla Vulvodinia è di tipo neuropatico, ovvero è il sistema nervoso ad essere infiammato!
Sebbene la vulva “stia bene” e non abbia alterazioni, trasmette erroneamente il segnale del dolore anche in assenza di un danno.
Il dolore provoca  contrazione dei muscoli della zona genitale (pavimento pelvico) contrazione che provoca a sua volta dolore e alimenta la patologia neurologica.

Una volta conclamata la vulvodinia può essere di tipo Spontaneo o Provocato.
Nel primo caso la donna percepisce i sintomi indipendentemente dalla stimolazione della vulva.
Nel secondo caso, il più frequente, i disturbi compaiono solo in conseguenza ad una stimolazione tattile/meccanica dei tessuti vulvari; la donna riporta come sintomo primario la dispareunia, ovvero dolore correlato alla penetrazione vaginale da parte del pene, di oggetti o delle dita.

 

La terapia della vulvodinia

La vulvodinia è un problema con una base biologica evidente e non nasce quindi nella testa delle donne.
Per le sue caratteristiche è però in grado di intaccare il benessere psicologico di chi ne è affetta
, con gravi ripercussioni sul benessere individuale, sul soddisfacimento sessuale e sugli equilibri della relazione di coppia.

In base a queste considerazioni l’intervento dovrebbe integrare la presa in carico degli aspetti bio-psico-sessuologici.
Non limitarsi quindi a curare il sintomo ‘dolore’, ma capire insieme alla donna quali siano i problemi indotti dalla percezione del dolore così da prenderli in carico nel percorso terapeutico.

Nel mio intervento la terapia include manipolazioni, esercizi terapeutici, la discussione delle misure igienico comportamentali e solo in casi selezionati l’utilizzo dell’elettrostimolazione con funzione antalgica.
L’obiettivo del trattamento consiste nel normalizzare il tono muscolare e aumentare l’elasticità dei tessuti, desensibilizzare l’area vestibolare consigliando anche opportuni prodotti naturali.

Nel corso delle prime sedute ti spiegherò la relazione esistente tra i tuoi sintomi e la componente muscolare del pavimento pelvico, e insieme eseguiremo degli esercizi di respirazione e fisiochinesi terapia che favoriscono il rilassamento muscolare.
Per la terapia manuale utilizzo il metodo Standford per trattare i trigger e i trigger e i tender point, desensibilizzare l’area dolente e massaggio di Thiele.

In casi molto selezionati il trattamento multidisciplinare del dolore vulvare potrà prevedere l’utilizzo di farmaci o sedute di consulenza sessuale. In questo caso verrai indirizzata ove necessario, da professionisti di fiducia con i quali c’è collaborazione e dialogo.

Se pensi di soffrire di Vulvodinia o hai bisogno di ulteriori informazioni puoi contattarmi qui: ostetricaranzani@gmail.com